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The Beatles (1968) [White Album]

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Pubblicazione 22 novembre 1968
Durata 93 min: 43 sec
Dischi 2
Tracce 30
Genere Beat, Rock
Etichetta Apple Records
Produttore George Martin
Registrazione maggio-ottobre 1968

 

 

Formazione

  • John Lennon - voce, chitarra, basso, batteria, tamburello, pianoforte, maracas, organo, armonica, harmonium, sassofono
  • Paul McCartney - voce, basso, chitarra, pianoforte, batteria, applausi, flauto, organo, timpani
  • George Harrison - voce, chitarra, basso, batteria, applausi, tamburello, organo, campana anti-incendio
  • Ringo Starr - voce, batteria, tamburello, campana, piatti, maracas
  • George Martin - pianoforte, harmonium
  • Mal Evans - applausi, tromba
  • Eric Clapton - chitarra
  • John McCartney, Jackie Lomax - applausi
  • Henry Datyner, Eric Bowie, Norman Lenderman, Ronald Thomas, Jack Fallon - violino
  • Eldon Fox, Reginald Kilbey - violoncello
  • John Underwood, Keith Cummings - viola
  • Yoko Ono, PAttie Harrison, Maureen Starkey e altri - voce
  • Chris Thomas - mellotron, clavicembalo, pianoforte
  • Sezione di 3 sassofoni
  • Orchestra di 14 elementi - archi, fiati
  • Orchestra di fiati
  • Derek Watkins, Freddy Clayton - tromba
  • Don Lang, Rex Morris, J. Power, Bill Povey - trombone
  • Orchestra di 7 elementi - sassofono, clarinetto
  • Orchestra di 26 elementi
  • Coro di 4 ragazzi e 4 ragazze

 

 

 

Dopo l'euforia psichedelicanata con Revolver, consolidata con il Sgt Pepper's Lonely Hearts Club Band, e terminata con il Magical Mystery Tour, ecco che i Beatles tornano violentemente alla concretezza.

L'album The Beatles, meglio conosciuto come White Album o Doppio Bianco per la copertina immacolata e per il fatto che si tratta del primo doppio album del Gruppo, esce, attesissimo, a distanza di un anno e mezzo dal Magical Mystery Tour. E' il frutto dell'avvicinamento alle filosofie orientali e all'insegnamento del Maharishi Mahesh Yogi, della pace e della tranquillità di cui hanno goduto durante il lungo soggiorno in India, di una (breve) ritrovata serenità che mancava da un pezzo al quartetto.

Grazie alle insistenze di George Harrison, i componenti dei Beatles si avvicinarono alle filosofie orientali, in particolare agli insegnamanti del Maharishi. I Fabfour mal sopportavano il caos che la loro celebrità comportava, in più erano stanchi dell'immagine che il mondo continuava ad avere di loro: il Sgt Pepper non era riuscito a dare una nuova identità ai quattro ragazzi di Liverpool, e la morte di Epstein li aveva privati di una guida che, sebbene non potesse far nulla per i travagli dei singoli componenti del gruppo, riusciva comunque a far sì che funzionassero.

Decisero allora di staccare con tutto e di trasferirsi alla corte del Maharishi Mahesh Yogi, in India. Non furono gli unici ospiti illustri: a loro si unirono i Beach Boy.

Ma il soggiorno si concluse in maniera deludente, quando il Maharishi fu accusato di chiedere prestazioni sessuali alle ragazze al suo seguito. Solo George Harrison continuò a dare fiducia al guru.

Comunque i viaggio non fu infruttuoso: i quattro tornarono a Londra con più di una trentina di canzoni registrare come demo (disponibili tra l'altro come bootlegs). A causa della mancanza di strumenti sofisticati, tutte le canzoni furono ovviamente registrate senza particolari effetti, dunque l'attenzione alla melodia, all'uso degli strumenti, fu davvero alta. E, c'è da aggiungere, non bisogna sottovalutare la voglia di semplicità che ognuno aveva portato con sé nel viaggio in India.

Tornati a Londra, però, ricominciarono ben presto le tensioni, tant'è vero che Ringo Abbandonò il gruppo per 15 giorni, durante i quali i Fablo sostituirono alla batteria. Paul suonò la batteria in Back in the URSS e in Dear Prudence. I tre beatles pregarono Ringo di tornare, e quando questi fece rientro in studio trovò la sua batteria ricoperta da fiori bianchi, rossi e blu, gesto di bentornato da parte di Harrison.

La copertina è firmata da Richard Hamilton, teorico della pop art. In netta contrapposizione con la sfavillante copertina del Sgt Pepper (nonché con la colorata del Magical Mystery Tour), questa di The Beatles (White Album) reca il nome della band impresso in rilievo nella parte in basso a destra. Una trovata interessante che dava l'idea di una qualche stampa numerata (nell'ordine del milione di copie!).

Il disco si chiama semplicemente The Beatles. Ma, nonostante il nome, quest'album doppio è espressione delle singole personalità di ognuno dei componenti. Il disco si presenta in formato di doppio LP proprio perché nessuno era disposto a rinunciare alle proprie composizioni, nonostante l'opposizione di George Martin, il produttore, che avrebbe voluto che ognuno di loro selezionasse il meglio di quelle session per creare un unico, straordinario, LP. Ma, come ha detto lo stesso Ringo a tal proposito "c'era troppo ego in quel momento".

I Beatles registrarono quest'album quasi totalmente per conto proprio, a volte in contemporanea in studi differenti. Quasi sempre gli altri componenti del gruppo sono stati considerati come una specie di band di supporto..

A stemperare le tensioni furono chiamati ospiti illustri, amici dei beatles, come Eric Clapton (in while my guitar gently weeps), che riuscirono anche a far sì che il gruppo lavorasse con maggiore impegno nei progetti degli altri.

Il disco, come già detto, è eterogeneo, frutto di ogni singolo Beatle. Abbandonata la psichedelia, i fab cercano la propria identità musicale. Torna un più autentico Rock e melodie meno stridenti. Helter Skelter è un brano di Paul, composto per rivaleggiare con quelli degli Who, ed è il pezzo più duro mai suonato dai Beatles. La versione originale è di 25 minuti, suonato in una Jam dove "tutti erano fuori di testa". La voce di McCartney graffiata sulle chitarre distorte, rumore fragoroso, un qualcosa di barbaro ed un testo quasi nullo..

Alla fine della Jam Ringo gettò le bacchette dall'altro lato della sala di registrazione ed urlò "I've Got blisters on my fingers!" (mi sono venute le vesciche sulle dita!).

Musicalmente, questi sono i Beatles della maturità. Tutto ciò che è compreso in questo album è stata la base, insieme al Pepper, per la maggior parte della musica che seguì quegli anni. Più avanti, con Abbey Road, si avrà quella scrematura, quel lavoro di rifinitura e di evoluzione che segnerà, mia opinione, il punto più alto nella carriera dei Beatles, e che coinciderà con il loro scioglimento.

E' in questo periodo, inoltre, che Yoko diventa una presenza fissa all'interno del gruppo. E' anche la prima donna che canta un verso all'interno di una canzone dei beatles (bungalow biill, di John). Ma, nonostante ciò che si pensi, Yoko Ono non causò la rottura del gruppo: certo era una presenza ingombrante, ma le tensioni che si erano accumulate nel tempo non aspettavano altro che esplodere. George si vedeva poco considerato sia come compositore che come musicista (e il magnifico album solista "All things must pass" dimostra che avrebbe potuto dare molto di più), John era in cerca di se stesso ed il suo sperimentalismo ed impegno sociale stonavano con l'immagine consolidata dei beatles, Paul aveva assunto la leadership del gruppo per contrastare le spinte centrifughe, era più legato alla melodia, ma non digeriva il fatto che il solo John avesse fama di sperimentatore.

The Beatles, White Album, è un doppio album fantastico. Da ascoltare, e riascoltare. E quando ci si è stufati di tanta eterogeneità, si possono ascoltare i Bootlegs e le registrazioni acustiche delle canzoni. Alcune estremamente interessanti.

 


Tracce

I LP

Lato-A

Traccia N°

Titolo

Durata

Autore/i

Voce solista

1

Back in the U.S.S.R. 2:43 McCartney McCartney

2

Dear Prudence 3:56 Lennon Lennon

3

Glass Onion 2:17 Lennon Lennon

4

Ob-La-Di, Ob-La-Da 3:08 McCartney McCartney

5

Wild Honey Pie 0:52 McCartney McCartney
6 The Continuing Story of Bungalow Bill 3:13 Lennon Lennon

7

While My Guitar Gently Weeps 4:45 Harrison Harrison

8

Happiness Is a Warm Gun 2:43 Lennon Lennon

Lato-B

9

Martha My Dear 2:28 McCartney McCartney

10

I'm So Tired 2:03 Lennon Lennon
11 Blackbird 2:18 McCartney McCartney

12

Piggies 2:04 Harrison Harrison
13 Rocky Raccoon 3:32 McCartney McCartney
14 Don't Pass Me By 3:50 Starr  Starr 
15 Why Don't We Do It in the Road? 1:40 McCartney McCartney
16 I Will 1:45 McCartney McCartney
17 Julia 2:54 Lennon Lennon

Nota: tutti i testi prodotti da Lennon o da Mccartney recano la firma di entrambi.

 

 

II LP

Lato-A

Traccia N°

Titolo

Durata

Autore/i

Voce solista

1

Birthday 2:42 McCartney Lennon/ McCartney

2

Yer Blues 4:00 Lennon Lennon

3

Mother Nature's Son 2:47 McCartney McCartney

4

Everybody's Got Something to Hide Except Me and My Monkey 2:24 Lennon Lennon

5

Sexy Sadie 3:15 Lennon Lennon
6 Helter Skelter 4:29 McCartney McCartney

7

Long, Long, Long 3:03 Harrison Harrison

Lato-B

8 Revolution 1 4:15 Lennon Lennon

9

Honey Pie 2:40 McCartney McCartney

10

Savoy Truffle 2:54 Harrison Harrison
11 Cry Baby Cry 3:02

Lennon

Lennon

12

Revolution 9 8:13 Lennon Strumentale
13 Good Night 3:11 Lennon Starr

Nota: tutti i testi prodotti da Lennon o da Mccartney recano la firma di entrambi.

 

 

 

Curisoità

Alla fine del brano Revolution 9, dopo l'incredibile susseguirsi di suoni apparentemente casuali, parte una brevissima canzone dalla melodia triste, cantata da Paul. Il brano è quasi attaccato alla canzone successiva, e il testo è l'unico a non apparire nel book ufficiale dell'album. Questo breve pezzo, senza titolo, alimenta la leggenda della morte di Paul McCartney, in quanto il testo dice can you take me back? ripetutamente per l'intera durata della canzone.

 
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